venerdì, 03 luglio 2009
Ebbene sì hanno tipo preso fuoco e si sono accartocciati su loro stessi e l'odore della carne penetrava le narici come degli artigli che si arrampicavano nel naso e nella gola.
«Ti sta dando alla testa». Ma questa troia nigeriana è davvero la donna più grossa e grassa e unta che abbia mia visto nella mia vita, spalanca la bocca lorda di liquidi che non riesco a definire ma forse sono umori o sperma o sperma e umori e la sua fica è una voragine immensa e terrificante, qualcosa che sembra poter inghiottire il mondo nelle sue contrazioni di orrendo piacere che sembrano seguite dal barrire di mille elefanti e cento balene amorfe che si sono suicidate su una spiaggia qualsiasi mentre gli stronzi animalisti le tormentano nell'attimo sublime della morte.
«Ci stanno dietro ragazzo, abbiamo dietro la chiesa, gli uomini del Vestiti Bene e pure Belial e se ti dico che Belial è qua a cinque minuti con tutto l'esercito e tutti gli attrezzi che usa il suo esercito quando è qui a cinque minuti ti consiglio di seguirmi e di seguirmi alla svelta.»
E io cazzo no, io vedo quella roba gigante agitarsi e colare e ansimare e colare e ansimare come cola ed ansima il mondo.
«Senti giovanotto, qua salti pure tu, era previsto, è previsto che salti dentro pure tu.»
E quella fica gigante già si spalanca mentre gli zoccoli di Belial e le grida dei suoi uomini mi danno alla testa e mi svegliano la notte tenendomi insonne per ventiquattro anni a schiacciare zanzare e ragni che avevano la sola colpa di essere zanzare e ragni.
E poi dice «Senti» dice, «Senti come latra» dice, «Senti come latra il mondo».





di LeoBulero, 16:41 | permalink | commenti | TAGS:
lunedì, 29 giugno 2009
I mostri hanno le facce amorfe e i cappelli neri da magazziniere e guidano muletti avanti e indietro per la stazione di confine.
La stazione di confine è dove o te ne vai o ti perdi perché la luce metallica o pura, forse pura luce, forse quella che vediamo è un'emanazione della luce pura, allora Disgrazia domanda un po' tossendo un po' vomitando con quel dito in gola su cui si è messo un preservativo usato che nessuno ha capito perché «Allora siamo un'idea? Oppure ce le stiamo mangiando, cazzo, cazzo e ancora cazzo anzi stracazzo, togliti quella roba di bocca!», domanda e anzi dice e qualcuno mentre si cala da dirigibili in fiamme sopra i nostri cuori e le nostre anime diroccate dalle radiazioni di tutte le bombe atomiche inesplose che ci sono esplose dentro, ci sono implose, qualcuno piange, credo o crediamo e può giurare che Disgrazia quella cosa l'abbia pressoché esclamata, quindi qual'era la domanda? La domanda era estrinseca nell'annullamento del quesito, nell'arcuarsi della schiena sudata di libidine e umori bollenti del punto interrogativo rovesciato.
Gli inservienti non fanno che andare avanti e indietro a fare che, poi a fare che? C'è solo la consapevolezza che stanno tutti toccando un punto di non ritorno, stanno sfondando un muro dove nella disintegrazione si forma il nuovo ordine e noi lo vogliamo storgere, contorcere come la mano contorta e occhiuta di Trasatron che racconta con le lacrime agli occhi (alle centinaia di occhi che secernono il cibo degli dei con cui Cicerone si è sballato sei volte surante i rituali di Eleusi), racconta della Maddalena di quanto ha amato la Maddalena e poi ci guarda tutti e in qualche modo ci fissa e ci bagna di saliva neodetergente, ci sviscera ogni necrosecondo di decellulizzazione e dice «Ma l'avete capito chi sono io? L'avete capito che cosa ho fatto? Che cosa voglio farvi vedere?»
E mentre i treni iniziano a saltare in aria come denti di pugile, il pugno in faccia ha un sapore terroso, anzi ferroso, che forse è il sangue o è semplicemente un pugno, però sembrava tutto più chiaro, mentre la scossa rimbombava rimbombante nelle cavità craniche e davanti a noi o dentro di noi oppure in noi e noi nel tutto. Questa statua gigante sembra sfidare Dio nei dinamismi ultraveloci, nello schizzare delle sue forme che la retina non riesce a fermare, che Dio non riesce a mangiare e i nostri stomaci non possono e non potranno e non hanno potuto digerire, che non ci sono succhi adatti, che non ci saranno ti prego stringimi più forte che puoi perché ti voglio sentire dentro.
«Avete capito allora? O non avete capito niente?»
Trasatron è in lacrime e fiamme e tutto intorno posso sentire solo lo schiacciare del buio che si era acquietato nell'illusione tumefatta della luce.

E io ho il groppo in gola e qualcosa nel culo.

di LeoBulero, 19:21 | permalink | commenti | TAGS:
sabato, 27 giugno 2009
L'impressione del tuo culo bagnato dalla luce della luna (o forse era un lampione) mi è rimasta nella retina per giorni e poi ha iniziato a parlare.
Perché vedi quelli della Distinti Saluti hanno avuto uno scontro a fuoco con gli uomini del Festino Politico e praticamente c'è rimasto sotto uno dei nostri.
Guido Sclerosi ha gli occhi patinati d'oro e vede attraverso due fessure che sembrano due carie e adesso è riverso a terra perché ha guardato in faccia la donna col velo viola che si stava gettando dal cavalcavia e invece bum ha sparato, quindi noi, in qualche modo dobbiamo analizzare la situazione qualsiasi questa sia e prendere reazioni e provvedimenti e stimolare la ghiandola pineale e le nervature dei nostri ani il prima possibile, sono stato chiaro? Sono stato chiaro o no?
Poi ha sputato la sigaretta che mi è caduta quasi addosso e io sentivo già che la gamba mi faceva male, mi faceva niente che mi sembrava disintegrata e Trasatron spalanca i duecentottantatrè occhi che gli ricoprono tutto il corpo e che ti sviscerano dentro con delle lingue che possono leggerti l'anima dalle ulcere dell'intestino, insomma spalanca gli occhi e dice:
«Allora ascoltami bene, mi danno la caccia, mi vogliono fottere e tu mi devi salvare il culo.»
Annuisco confuso dall'alcool e dall'acido che mi sono preso senza nemmeno accorgermente mentre bevevo il caffè vecchio di un mese.
«C'è una nigeriana sulla tangenziale, una enorme, gigantesca, strabordante, rivoltante puttana nigeriana... c'è questa enorme vacca nera  e io devo entrare nel suo utero, e ci sarà da lavorare ragazzo, ci sarà da lavorare sodo.»
Faccio una riga di speed che mi ha venduto un fattone sdentato prima che lo prendessi a calci e mi domando se forse potevo semplicemente rubarla, poi penso alla nigeriana e ai rivoltanti gironi scuri e sudati e allora è tempo di partire perché Trasatron già si è messo le scarpette e il tutù.

di LeoBulero, 17:14 | permalink | commenti (3) | TAGS:
giovedì, 25 giugno 2009
Trasatron era apparso una decina di volte nella storia dell'umanità, così diceva. Era stato la madonna di fatima, il seprente piumato dei toltechi, l'ufo di Roswelt,  il diavolo che torturava Padre Pio, il servo del signore della Bibbia, L'arcangelo gabriele degli islamici, Manitù e diceva pure Cristo in un paio di parabole.
Io invece me lo trovai in casa che pisciava nel water.

di LeoBulero, 02:42 | permalink | commenti | TAGS:
mercoledì, 24 giugno 2009
Nella caccia spietata all'ultimo Io scomparso Giorgio Disgrazia ha fatto emergere l'espiatore. L'espiatore è implacabile, lascivo, ultraviolento e la sua faccia sembra una statua di cera, la faccia.
Apro a caso il libro che mi da ordini esatti su cosa e come e quando fare, quando fare qualcosa e cosa.
Il libro è pasto nudo  in edizione rilegata in carne viva di caribù disintegrato ed esattamente nell'intersezione sei ricollegata alla pagina del solstizio di ogni morte di ogni cervello sotto le bombe nucleari piene di chiodi e garofani e chiodi di garofano messi dentro con minuziosa classe dagli schiavi cinesi del porto di Napoli che sono usciti di corsa come pezzi di plastica dagli intestini dopo la prigionia nelle prigioni  di carta dello straletto o solo stracomprato e un po' noioso Gomorra.
Allora il cielo tenta di catturarmi con le falangi nere e carnose del cielo e con gli occhi vuoti e la faccia di metallo mentre Dick grida di tenere duro in preda alla bufera nell'Idrovolante di Marinetti. E io cazzo io adesso che faccio?
Ci sono voluti trentasei agenti della C.P. per fare fuori uno sceicco idiosincronico. Meglio non sfidarli nella loro zona e decido di infilare la testa nell'interstizio tra le mattonelle di ogni piano spazio temporale e il corpo o il corpo astrale si ricongiunge in un nulla che mi fa vedere l'immensità dell'universo e noi che corriamo come formiche che entrano nel naso di ottanta leoni d'acciaio. Quello d'oro ruggisce mi guarda in faccia e vedo che ha tre code ma non c'è voluto molto perché Giorgio Disgrazia tirasse fuori una bibbia e lo esorcizzasse dal mio intestino spastico.
«William puoi sentirmi? William abbiamo perso un contatto, l'hanno oscurato quelli della madama nera con le interiora delle vacche albine rapite agli sciamani sunniti.»
«Però teniamo duro, teniamo forte e non temiamo.»
Allora l'espiatore dice «Siamo circondati.»
E tutto intorno non si vedono altro che grinfie.


di LeoBulero, 02:16 | permalink | commenti (1) | TAGS:
venerdì, 19 giugno 2009

Il giorno in cui arrivò l’epidemia

Il giorno in cui arrivò l’epidemia
Suina, ovina, equina
Divina
Riposi il giornale malamente piegato
E me ne uscì sulla loggia di casa.

Ascoltai i suoni e le voci:
dietro le parole un originario silenzio
di fine / d’inizio / d’inizio / di fine
e un brusio che si andava spegnendo.
Intuivo Voci di uomini.

Uomini
Rinchiusi in un confine grande quanto un intero pianeta
Biglie
Come senza ragione a urlare e cozzare.
Isteriche Voci.

Infine
La parola si spense
E giunse il silenzio.

Così
Rientrai in casa senza neppur
Chiuder la porta,
Nessuna luce era accesa
Solo una vaga ombra del sole
Rischiava i tomi
Muti e le vecchie poesie.

Mi stesi sul letto disfatto
E fissai il soffitto
(ceiling, come fosse un verbo, immoto).

Cercavo una crepa che si nascondeva.
Sapevo che c’era
E ad attenderla me ne restai.
Io e l’epidemia.
Insieme.

di Logosnero, 09:37 | permalink | commenti | TAGS:

L’epidemia giunse di soppiatto

L’epidemia giunse di soppiatto
Quasi in punta di piedi.
Non vi par persino timida
Con i suoi campanelli
Danzanti morte
Tenuti silenti
Con un gesto fermo?

Furono le sigle dei più noti
Telegiornali ad annunciare
Il suo precipuo avvento
E gli anchorman cerati i suoi moderni
Re Magi.
Ma nel cielo nessuna stella cadente.

Conoscete il domino? Allineati sottili
Tasselli in file interminabili e identiche
Che basta un tocco e cadono
Cadono l’uno dopo l’altro
Disegnando mirabolanti figure colorate
Che paion vive.
Conoscete il domino?
Voi i tasselli e il morbo il tocco
Ma nessun disegno si scorge.

Ho cercato di fuggire
Ho corso di qui e un po’ di là
Mare terra e fiumi
Ma ovunque vedevo gonfie
Silhouette galleggiare o nel vento
Danzare.
Stetson! Persino tu disteso sul ciglio
Della salita hai smesso di sbraitare!

Silenzio! Che avete da ridere!
Grassi corvi andate via! Abbiate rispetto!
Non lo vedete?!
Era un poeta quello che state beccando
Un famoso poeta!
Dev’essercene persino una statua in città
Coperta da viscidi liquami d’uccello.

Epidemia, facile rima, suvvia.
Anemia, dissenteria,
negromanzia,
filosofia e mi pare anche poesia e follia.
Vita mia.

Eccola! La morte! Mamma com’è vecchia!
Scheletrica sotto quella coperta di lana grezza
Trema di un freddo che le è nelle ossa.
Guarda! Viene anche la sua ancella, l’epidemia!
Oh, aveva ragione quel canadese.
Indossa davvero un boa rosa che le scende sino ai piedi.
Ridicola!

 

di Logosnero, 09:28 | permalink | commenti | TAGS:
giovedì, 18 giugno 2009
Next-Station. org - La rinascita

Il portale del Connettivismo è entrato in una fase di ristrutturazione che culminerà, tra qualche tempo, in una nuova edizione, in un webmagazine.
X illustra bene il moento con un suo editoriale sotto cui compaiono tutti gli articoli che compongono il numero. Perché di questo si tratta: Next-Station.org funzionerà a numeri.

Un editoriale mancava da tempo su queste pagine elettroniche. A dire il vero, anche i contributi hanno latitato negli ultimi mesi, in prima battuta per colpa del sottoscritto. Impegni molteplici e di varia natura si sono accumulati e Next Station è stato uno dei progetti che più di tutti hanno risentito di questa congiuntura non proprio favorevole. Me ne scuso con tutti i lettori. Tuttavia questo intervento non serve solo a fare chiarezza sulle responsabilità, ma anche – e forse soprattutto – ad aggiornarvi sugli sviluppi che a partire ormai dallo scorso anno hanno interessato l’organizzazione del sito. Come potete vedere dalla nuova veste grafica, Next Station si è rinnovata. Opera come sempre del magistrale Umberto Pace, che ha provveduto alla ristrutturazione tecnica del sito con l’intento di agevolare la fruizione dei contenuti da parte degli utenti. La riorganizzazione è funzionale alla sua rinascita ufficiale, che il piano ancora vago dei soggetti coinvolti colloca in un punto imprecisato della prossima estate. Secondo la struttura che collaudiamo con questo ultimo aggiornamento del vecchio corso, Next Station rinascerà come vera e propria rivista elettronica, strutturata attorno a una redazione stabile e aperta alla partecipazione dei protagonisti della scena italiana dei generi. Non più solo fantascienza, quindi, sebbene essa continuerà a giocare un ruolo centrale nelle nostre esplorazioni dell’immaginario. Ma anche crime fiction, spy story e fantastico a 360°, territori che comunque abbiamo sempre – magari furtivamente – frequentato.
domenica, 14 giugno 2009


Il Connettivismo a Villa Celimontana Jazz Festival, per presentare se stesso e per invitarvi allo stand della Edizioni Diversa Sintonia, dove potrete trovare per tutto il mese e anche ad agosto alcune produzioni connettiviste e non solo. Questa del 4 luglio è solo la prima serata, presto ne verranno altre. KeepTalking...
giovedì, 04 giugno 2009

Unità,

niente di più falso e insensato.

Nessuna logica nell'Uno,

ma ad esso tendiamo

e in esso speriamo

perchè lacerante e dilaniante

è il tempo dell'esistere!

 

martedì, 02 giugno 2009
Il 6 giugno alle 17,30

presso la libreria "I' libraio" in Via Romana 7r, vicino a Palazzo Pitti, ci sarà la presentazione di "Antidoti umani", di Francesco Verso (ed. Giovane Holden).

Si tratta di un romanzo ambientato in buona parte in America, finalista al Premio Urania nel 2004. L'opera pone degli affascinanti interrogativi (e dà alcune risposte) sul rapporto tra tecnologia e società, e in particolare sulla resistenza alla meccanizzazione integrale della vita da
parte della coscienza individuale, dell'arte e dell'anima. Potete trovare maggiori informazioni sul libro su http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11958/gli-antidoti-umani-di-francesco-verso .

Sarà presente l'autore, e Giovanni Agnoloni introdurrà e accompagnerà nella discussione il Prof. Giuseppe Panella (critico letterario e docente della Normale di Pisa).
DIVERSA SINTONIA - AA.VV.



Titolo: FANTASTIC-ZEN 1
Autore: AA.VV.
03/2009
Collana: NARRATIVA FANTASTIC-ZEN
Pagine: 198
ISBN: 978-88-96086-02-5
Prefazione: Marco Milani

Prezzo: 13.00 € ovvero 10.40 €
20% di sconto su KaleydosLibri

ordinalo su KaleydosLibri (qualunque forma d'acquisto)

ordinalo a EDS con una email (solo contrassegno)

14 racconti, il Top del primo concorso Diversa Sintonia.
14 piccole gemme a rappresentare un argomento letterario dalle infinite sfaccettare: il Fantastic-Zen.
Ogni autore ha esplorato il proprio “Io” riordinandolo o reinventandolo Zen e accomunandolo al proprio “Essere mente” in una visione letteraria univocamente propria e fantasticamente Zen. Realtà relative o irrealtà assolute, futuri più o meno probabili, attualità parallele e particolari, tematiche classiche o antitetiche si sono fuse in narrazione, spingendosi alla scoperta di mondi nuovi – interiori o esteriori poco importa – creando sempre e comunque risultati unici e originali.

Maurizio Landini
Matteo Mancini
Stefano Pradel
Alex Tonelli
Giovanni Agnoloni
Paco Sidney Silvestri
Domenico Mastrapasqua
Paola Carrozzo
Paolo Ferrante
Stefano Ratti
Rosa Leccese
Magda Lovera
Ranieri Meloni
Talos Katrikalas


Prefazione di Marco Milani
Associazione Italiana Transumanisti

la webzine: qui. Andateci spesso...
lunedì, 01 giugno 2009
Concorso di Composizione Narrativa Cyberpunk

indetto da Cp2020 PBEM e Gdrtakeaway- 6° edizione
REGOLAMENTO
- I candidati alla partecipazione dovranno chiedere l'iscrizione alla mailing-list racconti a staff@gdrtakeaway.net.
- I racconti dovranno essere lunghi massimo 20000 battute spazi inclusi.
- I racconti dovranno essere inviati alla lista gta-list26@gdrtakeaway.net come testo di una mail in formato normale con questa struttura:
Oggetto: AUTORE - TITOLO RACCONTO
Body:
BIOGRAFIA AUTORE
=======
RACCONTO
- I contenuti dei racconti dovranno essere di ambito cyberpunk
- Il tema da affrontare nel racconto è: libero
- Una volta inviato il racconto l'autore non ha piu' diritto di modificarlo o rettificarlo, fara' testo il primo invio
- L'ultima consegna e' entro e non oltre 31 luglio 2009
- Il vincitore verrà comunicato entro il 30 settembre 2009.
- I racconti saranno di proprieta' esclusiva di chi li ha composti.
- Potranno essere inviati un solo elaborato per autore.
GIURIA:
- I racconti verranno giudicati dalla seguente giuria:
Paola "Pauline" Bravi
Alessandro "Hol" Lazzarini
Giacomo "Sildegard" Gailli
Marco "Molok" Colombo

Il giudizio espresso dai giudici e' insindacabile e definitivo.

I giudici si impegnano a non esprimersi con alcuno prima della proclamazione del vincitore
PREMIO:
Abbonamento di un anno (4 numeri) a NeXT rivista di cultura connettivista al primo classificato e la pubblicazione del racconto sulla rivista .
Il Comitato dei Giudici augura a tutti buona fortuna, e che vinca il migliore!
Pauline, Hol, Sildegard, Molok
giovedì, 28 maggio 2009
Sono un po' di mesi che il Connettivismo è presente all'interno del social network Facebook; per chi fosse già iscritto a quell'enorme aggregatore di persone, vi segnalo una manciata di link che potrebbero tornarvi utili:






Se vi piace Facebook e il Connettivismo, provate a raggiugnerci lì. Comunque, come sempre, grazie!
sabato, 23 maggio 2009
venerdì, 22 maggio 2009
Grazie

alla tenacia di Massimo Ferrara (quante cose il Connettivismo deve a lui?) sul suo portaleDittaFerrara.it è comparso lo streaming completo del primo mediometraggio connettivista, La trentunesima ora.
Il filmato è scaricabile qui, e vista la durata complessiva del film (quasi mezzora), munitevi di pazienza e di una connessione veloce.

Buona visione...
martedì, 19 maggio 2009
venerdì, 08 maggio 2009
Ronzio

«Vacca troia ma che cazzo fate?»
«Ecco capo diciamo che abbiamo dei problemi»
«Problemi di che tipo?»
«La cosa è come dire... sfuggita di mano...»
«Porco cazzo ma dove sono gli altri? E cosa cazzo aspettano a farsi vedere in giro, qua è già tutto pronto abbiamo i miracoli e tutto, gli angeli sono incazzati neri che sono duemila anni che provano le trombe, ma che cazzo di figura mi fate fare!?»
«Lei non capisce, qua la situazione è complessa... questi sono completamente fuori... si ricorda il Quarantacinque?»
«...»
«Il fatto è che Gesù Cristo ha trovato non pochi problemi a tornare a causa del nuovo Dl sicurezza»
«Ma porca puttana...»

Ronzio
di LeoBulero, 21:06 | permalink | commenti | TAGS: versi
giovedì, 07 maggio 2009
Il futuro secondo i Connettivisti

E' apparsa su Wired.it un'intervista a Francesco Verso (un neoconnettivista di cui sentirete parlare molto, da qui al futuro). Francesco sarà alla Fiera Internazionale del Libro, a Torino dal 14 al 18 maggio, per rappresentare anche la Edizioni Diversa Sintonia, il nostro braccio editoriale. Inoltre, per tutto il mese di luglio il Connettivismo sarà a Roma a Villa Celimontana per il Jazz festival; ma di questo ne parleremo più avanti, nel futuro.
mercoledì, 29 aprile 2009
Martedì 5 maggio

presso il Caffè Fandango di Roma, in Piazza di Pietra 32-33 (dietro il Pantheon), ci sarà Francesco Verso che proporrà il suo reading Flush (rimanete sintonizzati su NeXT nei prossimi numeri) nell'ambito del Concorso letterario 8x8.

Chi può, vada a dar manforte al buon Francesco.
domenica, 26 aprile 2009

Che ho mai conosciuto

io, delle calde cose

che chiamano il mondo, la vita?

Per anni

ho azionato i propulsori,

i razzi frenanti,

ho controllato i giroscopi,

ho sorvegliato gl’indici dei campi di gravitazione,

l’accendersi e spegnersi

delle luci nei cruscotti.

Per anni

ho valicato l’oceano senza riva,

la sfera illimitata, il tuttonulla,

il vacuo dove non c’è più

né sopra né sotto,

né orienti né occidenti, ma solo la vorticante,

la fiaccolante notte dell’abisso.

In ogni punto ero nel centro

e l’orizzonte in nessun luogo.

I flussi ho solcato

variocolori delle meteore,

ho bordeggiato gli astri in fusione,

i soli spenti

alla deriva sull’orbita,

ho sorpreso l’esplodere delle novae,

sul capo (o sui piedi?) mi trascorrevano

s’infittivano, si diradavano

le nebule, le galassie.

Con la lieve pressione del dito ho districato

la rotta esile tra le voragini

delle forze in tensione.

Che ho mai conosciuto

degli uomini, delle loro storie? Dicevano

che in un’ora del mio volo

sfiorivano, rinascevano

le ere, le civiltà. Non me ne sono mai accorto.

Ho avvistato talora

teneri pianeti venati

d’ombre, di mari, di nubi,

ma a tale distanza che poco più tardi

potevo pensare a un’illusione.

Tornavano a confondersi per entro il pullulare

enorme delle costellazioni mutevoli,

a dileguarsi nell’orrido avanzare

del numero, tra le colorite,

inerti, abbacinanti,

astratte geometrie del cosmo.

Ho forse mai conosciuto le domeniche lungo il fiume,

i luoghi ombrosi, le risa

sotto la pergola, i colpi

dei giocatori di bocce? E i ritorni a notte alta?

I miei approdi

seppero soltanto le bandiere,

i fari, le strisce, le rampe

degli astroporti. E all’uscita

dalla cabina di decompressione, m’attendeva

calma, eguale, fissata,

fuor dallo spazio-tempo,

la soglia della casa.

Sergio Solmi

 

venerdì, 10 aprile 2009

 

Che non si stanchi la luce

che non si divincoli

che non si stanchi di gemere il sole

non frani

non si laceri il velo

sottile

non si riposi l’ansia,

 

e il disordine dentro il disordine

 

che non si allontani.

 

Pietro Ingrao,”L’alta febbre del fare”

 

lunedì, 30 marzo 2009
Domani sera

ore 22.00, Tersicore (RadioNation3); news fantascientifiche, connettiviste e di altro tipo di oscurità annegate in salse sonore elettroscure e acide, con l'ultima puntata della Sonora Commedia: il Paradiso. Siateci.

Il video di Nimiel dedicato proprio al Paradiso, con in sottofondo parte della SonoraCommedia:

di zoon, 16:43 | permalink | commenti | TAGS: segnalazioni
lunedì, 23 marzo 2009
Tersicore

domani sera 24 marzo ore 21.45.76. News di Fantascienza, Connettivismo e oscurità varie annegate in salse sonore elettroscure e acide; come la settimana scorsa, doverosa presentazione della Sonora Commedia (stavolta il Purgatorio), opera voluta e curata dal Kremo.

Per ascoltare, quindi, connettetevi su RadioNation3. Qui sotto, invece, un ottimo video di Nimiel attinente proprio al Purgatorio, con commento sonoro preso da un brano contenuto nella Sonora Commedia.


di zoon, 12:10 | permalink | commenti | TAGS: segnalazioni
domenica, 22 marzo 2009
La Giornata Mondiale della Poesia

termina così. Voglio, vogliamo soltanto ringraziare chi ha deciso di parteciparvi con noi, chi ha deciso e voluto dedicare una piccola parte del proprio tempo a un'attività interiore che fa solo che bene alla propria anima, psiche modificata, kernel.

Che tutto sia empatia, fuori e dentro la connessione. Grazie ancora a tutti, anche a chi non ha potuto partecipare. Vostro...
Niente può limitare

le estremità del mio sè

le circonvoluzioni

del mio amore invincibile

che germina nel sangue

e spesso

cade nella morte,

in questo affogare

di carni luride,

stretto al mio pensiero

mi colgo del dileggio

universale

la mia vera autentica

forma sublunare


e spesso avrei paura

del peso del cielo...


ma che m'importa,
io ho te

cadremo insieme
sabato, 21 marzo 2009
IL GIRINO D'OMBRA
 
Inganno dei sensi
Mercurio nero e atroce che guizza nel Nulla
Ombra di un'ombra che divora lo splendore
Fotoni che si perdono, divorati da predatori
Zona di non definizione, non essere
Increspa la pellicola dell'anima
Stilettata di gelo assoluto
Tensione superficiale che si infrange
Spirito che soffre orripilazione
Mentre il crogiolo quantomeccanico genera incubi.